Come noto, i continui tagli di bilancio che vengono imposti alle Amministrazioni Pubbliche e in particolare alla Provincia di Milano stanno mettendo in seria difficoltà l’erogazione dei servizi essenziali per il buon funzionamento delle Istituzioni Scolastiche.
… ma come, “stanno mettendo in seria difficoltà”? Signor MIUR, signor Assessorato, succede da anni che a scuola bisogna portarsi perfino la carta igienica. E i (sic)
“contributi volontari” richiesti alle famiglie, vogliamo parlarne? A proposito di tagli: non è che bisognava tagliare le Province, che sono ancora lì belle come il sole, invece dei “servizi essenziali per il buon funzionamento eccetera”?
Tale problematica investe pesantemente il problema
La problematica che investe il problema? Dai, MIUR-Assessorato, ma che cosa dici? Sta’ almeno attento all’italiano, santa polenta, che usarlo decentemente è gratis, e c’entra anche col mestiere che fai.
del riscaldamento per cui sono previste per il prossimo anno scolastico ulteriori forti diminuzioni di spesa.
Ah, eccola, la magnifica forma impersonale burocratica. Previste da chi? Dalla problematica del problema?
Per questo motivo, in pieno accordo con l’Assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia e con la Direzione Scolastica Regionale che firma congiuntamente questa nota, siamo a proporvi
Dunque, tutti d’accordo, Provincia, Regione e MIUR: chissà perché, sembra una di quelle premesse a cui fa seguito una fregatura. E infatti…
di voler definire l’articolazione dell’orario scolastico per il 2013-14 su 5 giornate settimanali.
Cioè, non si va più a scuola di sabato per risparmiare sul gasolio. E questo, diciamolo, non è esattamente un motivo di alto valore culturale e pedagogico.
Tale possibilità sarebbe opportunamente consentita dalla riorganizzazione degli orari effettuata dalla recente riforma degli ordinamenti delle Superiori che portano ad un impegno massimo settimanale di 32 ore limitato a pochi corsi di studio e nella generalità dei casi in un arco di 27-30 ore.
Lasciamo perdere l’”opportunamente” e facciamo i conti: 30 ore settimanali vuol dire ogni giorno 6 ore di lezione, sveglia alle 7, ingresso alle 8 e uscita alle 14. Se le ore sono 32, per due giorni su 5 alla settimana uscita alle 15. Alla settima ora gli studenti saranno vispi e scintilleranno d’interesse e attenzione, possiamo starne certi: lo garantiscono la Provincia, La Regione e il MIUR.
D’altra parte, specialmente nella città di Milano, la scansione dell’orario settimanale in 5 giorni nelle scuole primarie e secondarie di primo grado è da tempo diventata una consuetudine apprezzata dalle famiglie e che ci mette in linea con i principali stati europei.
Ehi… furbacchioni: nelle scuole inferiori c’è la mensa e si fa una pausa. Alle superiori non c’è. Dai, dai, non potete non saperlo.
Tale decisione consentirebbe, oltre a una miglior gestione dei tempi di riposo o delle attività sportive dei giovani, anche una più ottimale organizzazione del lavoro del personale ATA.
Ahah, questa è carina: un’ora di scuola in più al giorno favorisce le attività sportive? Al massimo, il calcetto del sabato. E poi, santa polenta, signor Assessorato-MIUR, perché mai scrivi
“più ottimale”, il superlativo del superlativo? E ci sarebbe un ulteriore piccolo dettaglio di contenuto: gli orari scolastici sono finalizzati a ottimizzare la performance degli studenti o il lavoro del personale ATA?
Al fine di organizzare al meglio i servizi di trasporto e di riscaldamento vi preghiamo di far pervenire entro il 30 giugno 2013 agli uffici dell‘Assessorato (f.torazza@provincia.milano.it ) e della Direzione Regionale Scolastica (usp.mi@istruzione.it ) le delibere sulla scansione settimanale che verranno assunte dal vostro istituto.
Ma come? Questo mentre tutti sono già fibrillati e oberati dalla chiusura dell’anno, le ultime interrogazioni, le pagelle, i debiti, i consigli di classe, gli esami di maturità prossimi venturi, insomma, tutto l’ambaradàn scolastico-burocratico, e non ci sarà neanche il tempo di sentire gli studenti, magari di consultare (vedi mai, sarebbe cortese, no?) le famiglie, insomma, di far mente locale? Ma pensarci un zinzino prima, magari?
Fonte nuovo e utile.