venerdì 27 settembre 2013

Lo sapevate che....


ALBERT EINSTEIN ERA DISLESSICO!!!


 http://www.reatechitalia.it

Ci hanno segnalato questo sito, un sacco di eventi alla Fieramilanocity.. ad Ottobre.

Un sacco di storie, di personaggi famosi che hanno superato i loro limiti, storie di gente comune che ha fatto cose pazzesche, storie di inclusione... momenti che hanno una sola cosa in comune, se si conoscono... non si ha più paura.



giovedì 26 settembre 2013

A proposito di mensa.. ecco cosa ci scrive una mamma



 




Riceviamo una mail di una mamma che ha i figli in materna  e Primaria e pubblichiamo...







"Buongiorno comitato, vorrei poter usufruire del blog per esporre un problema e sentire che tipo di soluzioni si possono avere in merito o semplicemente capire cosa ne pensano altri genitori:



A mio parere, il menu proposto ai bambini della scuola di infanzia non è del tutto appropriato data la loro tenera età.

Ci sono dei piatti poco semplici che potrebbero non essere di gusto comune.

Nel menu attuale (primavera/estate) ci sono le seguenti tipologie di pietanze che potrebbero andare bene per bambini di un età maggiore rispetto alla loro:

1) risotto alla marinara: i pezzi di pesce presenti in esso potrebbero non essere graditi ai bambini che hanno dai 3 ai 5/6 anni di età. Inoltre a molti bambini non piace il pesce o comunque non piace il pesce con sapori forti.

2) tonno in scatola: onestamente non ho mai pensato di offrire ad un bambino piccolo il tonno in scatola se non come ultima spiaggia, quando a casa non si ha nulla in frigo, ( in quei casi io personalmente opto per pasta all'olio e grana!); è un alimento conservato, non fresco e un pochino salato. E, ritorno a dire, a molti bambini non piace il pesce, specie se ha un sapore deciso come il tonno.

3) piadina: potrebbe sembrare un alimento goloso, magari dei bambini la gradiscono, ma per altri è decisamente troppo secco.

4) riso alla cantonese: a me sembra un piatto con troppe cose pasticciate dentro, occorre presentare i bambini cose più semplici.



Spesso i bambini lamentano il fatto che gli alimenti non sia cucinati bene;  capita spesso con il pesce, a volte sembra che sia troppo forte come sapore e non intendo il pesce di cui sopra, ma quello dato come secondo; oppure a volte con i passati, tipo il passato di carote, entrambi i miei figli hanno detto che quasi tutti lo hanno lasciato perché aveva un cattivo sapore. Certo può capitare che una cosa non venga fatta benissimo, non si pretende una ristorazione da 4 stelle Michelin!!!!

Magari ad alcuni genitori non pesa molto tutto questo o perché il proprio figlio mangia di tutto oppure perché anche se non mangia molto non è un grosso problema.

Visto che è un servizio a pagamento, sarebbe meglio prestarci più attenzione. Certo, potrà comunque capitare che, nonostante l'aggiustamento del menù, qualche bambino non mangi lo stesso, ma quanto meno si può fare un tentativo.



Grazie mille."




mercoledì 25 settembre 2013

Un'occasione importante per la nostra scuola


Finalmente una buona notizia per la scuola, circola voce da alcuni giorni del decreto del fare per gli arredi scolastici, lo abbiamo cercato in internet.


Scuole: si aggiungono agli interventi di messa in sicurezza anche la realizzazione nuovi istituti e si svincola la spesa per gli arredi scolastici dal patto di stabilità. Viene dato ai sindaci il potere di Commissario per accelerare l'utilizzo dei 450 milioni a disposizione.
(Il Sole24Ore)

Come Comitato Genitori chiederemo ai nostri rappresentanti in CDI se sono previsti sviluppi a vantaggio dei nostri istituti.

martedì 24 settembre 2013

appuntamento 26 settembre C.d.I


Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
    Istituto Comprensivo Statale via Matteotti
Via Matteotti, 3 - 20090 Assago (MI)
Tel: 02 4880007 – 02 4880004 Fax: 02 4883894
e-mail uffici: miic886007@istruzione.it   PEC: miic886007@pec.istruzione.it



Prot. 3653/A19                                                    Assago,  19 settembre  2013  


                                                                           Ai membri del
                                                                           Consiglio di Istituto

                                                                           ATTI


OGGETTO: Convocazione Consiglio di Istituto




         Si comunica che giovedì 26 settembre 2013 alle ore  18.30, 
presso i locali della scuola media,  è convocato  il C.d.I., con il seguente o.d.g.:

1)   Lettura e approvazione verbale seduta precedente
2)   Surroga membro ata nel C.I
3)   Variazioni di bilancio
4)   Delega a D.S. per autorizzazione uscite didattiche
5)   Uscite e viaggi di istruzione
6)   Situazione scolastica:
-Spazi
-Docenti
7)   Rivisitazione progetti
8)   Utilizzo spazi scolastici




       IL PRESIDENTE
Sherazade Murray di Molfetta




lunedì 23 settembre 2013

E' ARRIVATO ANCHE L'AUTUNNO

 

 

 

 

Filastrocca settembrina,

già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!

 G.Rodari

mercoledì 18 settembre 2013

BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE



IL PUNTO DI VISTA DI UNA MAESTRA
Ringrazio personalmente MANUELA FILIPPI che tra una chiacchera e l'altra mentre rispondeva alle mia mille domande ha trovato il tempo di scrivere anche un divertente articolo per il nostro comitato. Prima delle vacanze si è parlato dei Bes, una sera molto emozionante di genitori a confronto su problematiche serie che avrebbero bisogno di maggiore chiarezza... noi ci proviamo, anzi Manuela ci prova. 
Buona Lettura


BES, QUESTI SCONOSCIUTI!

Chi sa cosa sia  esattamente “un BES” alzi la mano! Sono sicura che nella mia virtuale platea non molti si sbracceranno per avere la parola. La cosa non sorprende perché in effetti nemmeno gli addetti ai lavori hanno le idee molto chiare in materia ed è per questo che per loro sono stati istituiti master e corsi di formazione, ma procediamo con ordine!
Prima di tutto individuiamo l’ambito di cui ci occupiamo che è ovviamente la scuola, BES è un acronimo, sta per Bisogno Educativo Speciale e questa definizione intende comprendere tutti quegli alunni per i quali la scuola deve avere un’attenzione particolare. Ora provo ad indovinare qualcuno dei vostri pensieri: -Beh allora è facile! Un BES sarà un alunno con certificazione H o un ragazzino dislessico….ma… non esistono già gli insegnanti di sostegno per il primo e un preciso protocollo per il secondo? 
C’era bisogno di una normativa nuova di zecca?-Volete la mia opinione? Ai pochi sopravvissuti ad un attacco di narcolessia che siano arrivati a leggere fin qui devo quanto meno una risposta onesta e sincera. SI’!!!!! Ne avevamo bisogno perché, miei cari volenterosi lettori, la scuola del 2013 è una miniera di esigenze speciali e ve lo dimostro subito. Le mie classi sono mediamente così composte: su un totale di 20 alunni vi sono 1/2 alunni con certificazione H, 2/3 DSA, 1 ADHD, 4/5 alunni stranieri di prima o seconda alfabetizzazione (traduzione: i primi non capiscono una parola di italiano, gli altri hanno un vocabolario che gli consente di attendere alle necessità primarie), 6 alunni con problematiche varie, ma non diagnosticate e la rimanenza non desta particolari preoccupazioni se non quella di fornire loro un’adeguata preparazione alla scuola superiore e, se ci troviamo in un quartiere a rischio, tenerli fuori dai guai (e scusate se è poco)!

Con buona pace di tutti potremmo tranquillamente affermare che quasi i 2/3della classe ha bisogni educativi speciali! Infatti la normativa sui BES, che potete facilmente reperire in rete nel sito del Ministero dell’Istruzione, tenta di offrire risposte educative particolari a categorie di studenti che tenterò di semplificare: 1.alunni H, 2. alunni DSA o con  disturbi evolutivi specifici  3. Alunni con “svantaggio  sociale e culturale o con difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.
E’ facile comprendere che il punto 3 è davvero denso e ricco di criticità educative , ma ancora non siamo arrivati al nocciolo della questione. A che serve aver precisato quali sono i Bisogni Educativi Speciali? Averli definiti non cambierà la situazione. E’ a questo punto che si inserisce la novità (cfr circ. del 6 marzo 2013) saranno i docenti in team a definire quali alunni della scuola siano BES a stabilire per  loro un piano di  intervento, utilizzando le risorse della scuola e a poter richiedere all’Ufficio di competenza  anche personale atto allo scopo. Ancor di più! L’istituzione scolastica dovrà predisporre un documento in cui indicherà con precisione le esigenze educative e il modo in cui intende farvi fronte e ultimo, ma non per importanza, agli insegnanti saranno proposti master universitari di formazione totalmente gratuiti. “Meraviglioso!” Abbiamo  pensato in tanti! “Un po’ troppo facile” hanno pensato i più attenti. “E’una fregatura” hanno dedotto gli insegnanti con maggior esperienza.
Vado a spiegare il senso delle affermazioni. E’ una meraviglia, certo! Finalmente ci si occupa in modo esplicito anche delle difficoltà sommerse, cioè di tutti quei bambini che non possono avere una certificazione/ diagnosi o che non hanno la possibilità di dotarsi di un documento (perché la legge non lo prevede ancora) che descriva le loro difficoltà, insomma una voce per chi non ha voce. Mmmh, c’è sicuramente una fregatura, hanno mormorato altri (beh, non proprio mormorato): da quando un istituto, un Consiglio di classe può chiedere ed ottenere tutto ciò che serve? La scuola ha improvvisamente vinto alla lotteria? Risorse è sinonimo di soldi… Gli insegnanti con maggior esperienza, quelli che la sanno lunga, hanno commentato: attenti questa mossa rovinerà gli insegnanti di sostegno. Quest’ultima considerazione merita una riflessione più attenta delle precedenti: l’insegnante di sostegno può essere assegnato solo a classi in cui vi siano ragazzi con certificazione H (documento non facile da ottenere negli ultimi tempi, soprattutto perché alcuni parametri di valutazione sono cambiati, questo potrebbe essere il tema di un’altra amichevole chiacchierata), quindi va da sé che saranno i docenti curricolari a doversi occupare degli interventi sulla seconda e terza categoria di BES. Se le certificazioni H diminuiscono e gli insegnanti curricolari possono occuparsi delle esigenze educative speciali, a che servono gli insegnanti di sostegno? Diminuiranno drasticamente. Sarebbe troppo semplice ora porre in relazione di causa/effetto questo provvedimento e la diminuzione delle cattedre di sostegno anche perché, al momento, si parla di nuove immissioni in ruolo, ma è legittimo che sorgano alcuni dubbi. Cosa concludere dunque? Il tentativo di favorire una didattica inclusiva, cioè di adattare l’insegnamento anche alle esigenze degli alunni più deboli è certamente un atto di grande civiltà e personalmente sono certa che le intenzioni che stanno alla base della nuova normativa sui BES siano lodevoli.  Quello che preoccupa sono i modi in cui questa sarà messa in atto.
Credo che per ora l’atteggiamento giusto sia quello di guardare con fiducia alle novità e cogliere in esse più che un elemento di rottura un’opportunità di cambiamento nella certezza che la nostra vera ricchezza siano i giovani, custodi e fautori del nostro futuro.

Manuela Filippi
Insegnante nella scuola secondaria di I grado