martedì 25 novembre 2014

PROGETTO ZAINI

AlNAP

Progetto Zaini

Questo progetto, rivolto alle scuole, metterà a disposizione dei bambini tutto il materiale scolastico necessario per i loro zaini. La gran parte dei bambini che beneficiano dei pasti offerti da Mary’s Meals e del Progetto Zaini ha vissuto l’esperienza di guerre, povertà, carestie o calamità naturali.

Molto spesso, le famiglie non possono permettersi di acquistare l’occorrente per la scuola come matite, quaderni, o i vestiti. Così, i bambini non riescono a frequentare la scuola e a ricevere un’istruzione. Una situazione drammatica, considerato che, come dimostrato da vari studi, l’istruzione sarebbe per loro il mezzo migliore per sfuggire alla miseria.
Materiale necessario per la scuola Il Progetto Zaini aiuta a risolvere il problema fornendo ai bambini poveri tutto l’occorrente per la scuola. Gli alunni delle scuole contattate vengono invitati a mettere in vecchi zaini o cartelle del materiale scolastico che sarà poi inviato ai bambini bisognosi. Il Progetto Zaini ha finora permesso di inviare 120,000 zaini a bambini molto poveri in vari paesi del mondo: Haiti, Malawi, Uganda, Liberia, Romania e Repubblica Democratica del Congo.
Un modo economico di donare
Per rendere più veloce la distribuzione degli zaini ricevuti, sarebbe utile riceverli già suddivisi dalle scuole. In tal modo, il nostro magazzino può rimanere sgombro e pronto per nuove consegne. Se possibile, sarebbe bene che gli zaini contenessero ogni articolo elencato, con un’etichetta che indichi la fascia di età e se gli oggetti siano più adatti ai maschi o alle femmine. Per avere una scorta di articoli di riserva per gli zaini, vi incoraggiamo a mettere ogni articolo in eccesso in apposite scatole chiamate “extra”. Se non potete suddividere i pacchi, indicate semplicemente quali sono quelli non suddivisi, che controlleremo noi prima della distribuzione. Non esitate a contattarci per avere chiarimenti.
Come partecipare
La nostra attività a favore delle comunità povere del mondo è iniziata nel 1992. Per la gran parte, questa attività permette ai bambini di ricevere un’istruzione attraverso il programma di distribuzione dei pasti Mary’s Meals.
back list of items
Il Progetto Zaini si sta dimostrando un altro sistema efficace per portare i bambini a scuola. Se la vostra scuola è interessata a partecipare o se desiderate avere altre informazioni, chiamateci al numero 06 98359866 o inviate un’email a info@marysmeals.it.
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© 2013 Mary's Meals Italia cod. fisc. 90013930244
 




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mercoledì 19 novembre 2014

disegna il tuo natale


 
Ecco il link a cui accedere per scaricare volantino.
Max 3 disegni per bambino.
 
Disegna il tuo Natale
Disegna il tuo natale
Disegna il tuo natale
Disegna il tuo natale
Da venerdì 14 novembre vieni da noi a ritirare il cartoncino * per disegnare ciò che per te rappresenta il Natale, oppure scaricalo qui

Riporta il cartoncino** nel tuo punto vendita entro lunedì 8 dicembre. La scuola con il maggior numero di disegni riportati dai bambini vincerà una super fornitura selezionata di libri di lettura per arricchire la biblioteca scolastica!

 
 

giovedì 5 giugno 2014

Dal corriere della sera

La lettura si impara al doposcuola

Gli studenti sono soli a casa, iperconnessi e distratti. Trasformare le scuole
in campus per avere più tempo con gli insegnanti (anche senza voti)

di Paola Mastrocola



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La lettura ci sta a cuore. A noi scrittori più che mai, ha ragione Paolo Giordano: se la gente smette di leggere, noi smettiamo di esistere. Ma ci sta a cuore anche come insegnanti, e prima di tutto come semplici esseri umani: ci disturba parecchio il pensiero che dopo millenni l’universo di parole contenuto nei libri possa svanire nel nulla, non ci vogliamo neanche pensare. La mia generazione poi, in particolare, tiene alla lettura. Noi nati negli anni Cinquanta avevamo solo i libri, erano la nostra compagnia, il nostro spasso, e anche il nostro unico strumento di elevazione, culturale e sociale. Per questo chi ha la mia età ci mette sempre un di più, a difendere i libri: perché li abbiamo amati troppo.
Ma non stiamo riuscendo a trasmettere questa nostra passione, diciamoci la verità. D’accordo, il mondo intorno rema contro: internet, i media, i nativi digitali… Sarà. Ma stiamo veramente facendo tutto il possibile, e nel modo giusto? Non so. Apparentemente non facciamo altro che promuovere la lettura: quanti dibattiti, concorsi, conferenze, manifesti, documenti, libri! Parole. Ovvie, astratte e politicamente corrette parole. Ma anche un po’ ipocrite: se volessimo veramente che i giovani leggessero, faremmo un’altra scuola, non questa, che li fa tranquillamente uscire a 15 anni incapaci di parlare, scrivere, leggere ad alta voce e capire il senso. Faremmo una scuola che fin dalle elementari li allena alla difficoltà e li dota di strumenti affinatissimi per entrare veramente nelle parole di un libro, capirle nel profondo e farle proprie. Invece facciamo una scuola assistenziale. Abbiamo altre priorità: gli stranieri immigrati, la dispersione scolastica, l’handicap, i problemi di apprendimento e i bisogni educativi speciali (non a caso di questo hanno parlato i colleghi scrittori che mi hanno preceduta…).
E allora?
E allora ci proviamo lo stesso, ma è più difficile. Io insegno al biennio di un liceo scientifico. Facciamo analisi logica, parafrasi, analisi del testo. Facciamo lezione di epica antica, narrativa europea, teatro. Diamo libri da leggere a casa, alterniamo i classici ai romanzi più recenti. Ma non basta, molti fanno finta di leggere e scaricano il riassunto da Wikipedia, o leggono per forza senza leggere per davvero. Lo sappiamo. Il piacere della lettura non si insegna, non si impone.
E allora?
Io un’idea ce l’avrei: dateci più tempo. Fateci vivere a scuola con i ragazzi anche al pomeriggio. Il pomeriggio è il buco nero che li ingoia. Tornano da scuola in case vuote e si buttano a chattare, navigare. Messaggiano, bloggano, postano, twittano, si disperdono in vario modo nell’etere. O fanno i compiti senza voglia con la mamma addosso, o vengono mandati a ripetizione selvaggia. Date a noi il pomeriggio dei nostri allievi. Che la scuola diventi una specie di campus, otto ore al giorno dalle nove alle cinque, poi tutti a casa. Solo tre ore di lezione teorica secca, dura, difficile, alta. E il resto esercitazioni, laboratori, sport, passeggiate, musica… e lettura. Ma lettura insieme. È incredibile come cambia: basta arrivare in classe con un libro, fare buio, silenzio e mettersi lì a leggerlo ad alta voce, con calma, senza chiedere niente in cambio, senza voto, interrogazioni, schede. Solo il loro ascolto. Leggiamo un libro in classe, noi insegnanti, e restano tutti appesi, conquistati, e quando proviamo a dire: be’ adesso è tardi, smettiamo, ci implorano di no. Anche grandi libri, non crediate. La difficoltà si dilegua. Basta non lasciarli soli. Da soli non ce la fanno. Hanno un mondo intorno che li devia, li porta via. Devono rispondere a troppi stimoli, troppe chiamate, troppi bip. Se invece restiamo a scuola e leggiamo insieme, ricostituiamo l’attenzione, recuperiamo la concentrazione perduta. Facciamo vedere come si legge, e dove si arriva leggendo. Ma ci vuole tempo. E dobbiamo imparare a leggere bene, noi insegnanti, e dobbiamo insegnarlo, questo: che la lettura è anche questione di voce, intonazione, pause. È la voce il primo senso che diamo a un libro, è con il corpo che leggiamo per prima cosa. Facciamo che i nostri ragazzi ci vedano leggere. Facciamo teatro, recitazione, arte oratoria.
Ma ci vuole tempo, perché dobbiamo anche far lezione. Le lezioni canoniche, più che mai: sono il centro stesso del nostro lavoro! Grammatica, sintassi, verbi, apostrofi. Riassunti, parafrasi, esercizi. Le figure retoriche, la metrica. Son cose tecniche, sì, ma necessarie. Imprescindibili. Per saper leggere bisogna sapere, non solo provare emozioni…! Conoscere le regole, cogliere le sfumature della forma per raggiungere tutti i livelli del senso. Soprattutto per leggere i grandi autori del passato: Dante, Shakespeare, Manzoni. Bisogna stare sulle loro parole, a lungo, con attenzione. Non possiamo certo fermarci a leggere solo i romanzi appena usciti, quale infinita profondità (la profondità del tempo) ci perderemmo! Io, fosse per me, tanto per essere più chiari, farei fare latino obbligatorio per tutti. Servirebbe a strutturare la mente. Strutturare… costruire. Darebbe a tutti gli strumenti giusti per capire le parole, le sfumature del senso, il mirabile intreccio delle frasi. Sarebbe la scuola più democratica, quella col latino obbligatorio per tutti, per 5 anni, dalla prima media alla seconda superiore. Poi liberi tutti: chi vuole studia Filosofia e chi vuole studia Falegnameria. Ma tutti escono di lì ugualmente capaci di capire un testo, di godere della bellezza di un libro, di una poesia. Non sarebbe bello? Vorrei farla, questa proposta del latino, ma non so se siamo pronti. Verrei presa come al solito per passatista reazionaria. Mi sono un po’ stufata, vi dirò. E invece sarebbe la proposta più innovativa, più rivoluzionaria. Pensiamoci… Ma per il momento dateci il pomeriggio dei ragazzi, non lasciatelo alle loro rumorose e iperconnesse solitudini. Per il momento ci potremmo accontentare di questo.
Magari eliminiamo i voti, le bocciature, i debiti e i recuperi. Ognuno arrivi dove può e noi certifichiamo il livello a cui è arrivato. Nessuno è fuori, nessuno ripete inutilmente l’anno. Lo so che anche questa sarebbe una gran rivoluzione. Ma bisognerà pure incominciare prima o poi! Inventiamoci una scuola dove si viva insieme. Tutto il giorno. Ognuno lavora alle sue cose, gli studenti insieme agli insegnanti, e chi ha bisogno chiede all’altro perché se lo trova lì, vicino.
Prendiamo i temi, per esempio. Adesso è così: tema in classe tre ore, noi li correggiamo a casa e li distribuiamo corretti in classe, trascriviamo il voto sul registro, mezzoretta e finisce lì. Ma come? Un tema bisogna correggerlo insieme a tu per tu, parola per parola. Bisogna far vedere cosa non funziona e perché, e come va rifatto. Bisogna riscriverlo insieme un tema, è l’unico modo di insegnare a scrivere. Ma ci vuole almeno un’ora per correggere un tema con l’allievo. Un’ora per ogni tema, un’ora da soli con ogni allievo. Ci manca il tempo. Ci manca questo rapporto personale, privato. Dateci il pomeriggio dei nostri ragazzi, ci compete. Ma cambiateci le scuole, per favore! Abbattete questi orrendi edifici e ricostruiteli. Fate spazi, piantate alberi, mettete prati, viali, piscine, laghetti con anatre. Stanzette accoglienti, isolate, insonorizzate. Scrivanie, librerie. Computer. Microfoni, schermi giganti. Biblioteche, videoteche… Cambiamo le scuole, per cambiare scuola. Per ritrovare il tempo.

giovedì 8 maggio 2014

Riunione Comitato genitori






Buongiorno Genitori,

Ecco un pò di notizie da parte del Comitato.

Cominciamo con quella peggiore, purtroppo non abbiamo vinto la Lim del concorso del Carrefour.
Ci riproveremo il prossimo anno!!

Il Piedibus procede e da MAGGIO a grande richiesta, il capolinea dell'Orsa parte con la tripletta, Martedi -mercoledi- giovedi!! Bravissimi ragazzi, e un grazie speciale ai tantissimi genitori che si sono resi disponibili per accompagnare i bambini a scuola.

Stiamo ancora cercando un paio di capitreno per il capolinea vigili.
Forza genitori!!!

Torna il BARATTO MATTO: SABATO 17 MAGGIO all'interno della manifestazione del palio della contrada i nostri bambini potranno barattare, regalare, vendere i loro giochi.
Inoltre percorsi per i roller, e la gara dei biscotti o torte!!
La scorsa edizione è stata una giornata molto divertente, trovate il regolamento sul nostro blog, costo per la partecipazione 5 euro che verranno devolute alla scuola: durante la riunione decideremo insieme come e dove devolverle. Quindi non mancate alla prossima riunione.

che si terrà....
13 Maggio 2014 ore 21 presso aula scuola media, la solita aula è occupata ci troviamo proprio nell'aula di fronte.
Riunione del comitato
ordine del giorno:

- Piedibus news
- Colloqui svedesi, facciamo il punto.
- Agenda: programmazione delle prossime attività del CG
(turbolenta, caccia al tesoro ... proponete la vostra idea)
- Maurizio e il progetto musicale alla materna.
- Scuola senza zaino... e noi?
- Aggiornamento Consiglio d'istituto: progetti e contributo delle famiglie.
- Diari per l'anno 2014/15 un progetto dell' 0mnicomprensivo seguito da Lebana e Simone.

lunedì 7 aprile 2014

Formazione per i Genitori

 Giornata di Formazione per i Genitori  “La scuola spiegata (d)ai Genitori – per essere corresponsabili Insieme” – Milano 12 aprile 2014

L’iniziativa promossa dal  Fo.R.A.G.S.Forum Regionale delle Associazioni Genitori della scuola (costituito dai Rappresentanti dei genitori delle Associazioni più rappresentative)  in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale,  intende valorizzare e promuovere la partecipazione attiva della componente genitori nella vita scolastica attraverso una “Giornata di Formazione per i Genitori” prevista per il giorno 12 aprile 2014 presso l’Istituto Superiore ” Cavalieri” di  Via Olona,14 – Milano.
La Giornata si rivolge a tutte le componenti in indirizzo delle Istituzioni scolastiche delle province di: Milano, Monza- Brianza, Como, Lecco, Varese, Lodi , unitamente ai  FoPAGS interessati.
Si informa che l’iniziativa sarà  riproposta con identico programma  nel mese di Maggio a Brescia (24 maggio 2014) al fine di garantire la partecipazione delle province di Pavia, Brescia, Mantova, Cremona, Sondrio e Bergamo, unitamente ai  FoPAGS interessati.
Le Giornate  di Formazione  si rivolgono – ai Presidenti dei Consigli di Circolo e d’Istituto ( o in caso di assenza ad un genitore da essi delegato) ai Genitori rappresentanti di Classe e d’Istituto, ai Presidenti dei Comitati e delle Associazioni dei genitori, ai componenti dei Forum Provinciali (FoPAGS) – e si prefiggono come obiettivo strategico  quello  di offrire ai genitori impegnati negli Organi Collegiali della scuola buone prassi e  strumenti operativi per poter svolgere consapevolmente il compito per il quale sono stati  eletti, nel pieno rispetto delle varie componenti della scuola, (dirigenti, docenti, personale ATA, studenti)
Per una migliore organizzazione della giornata, si chiede ai partecipanti in indirizzo di iscriversi all’evento entro e non oltre l’ 11 aprile 2014 al seguente link: http://old.istruzione.lombardia.it/iscrizioni/12apr14/ esprimendo all’atto dell’iscrizione la propria preferenza per la partecipazione ai workshop che si terranno durante la mattinata.
Si invitano le SS.LL a dare la massima  diffusione dell’iniziativa.
Si ringrazia per la fattiva  collaborazione.
Il dirigente
Giuseppe Bonelli

Colloquio con le insegnati

 Da oggi questo modello verrà "testato" con le prime classi della scuola primaria. Attendiamo i riscontri, rimandiamo all'articolo postato mesi fa sulla pagina fb del comitato! Buona lettura.


"So che state fremendo per sapere qualcosa di più della scuola in Svezia. Ah no, non è vero? Io comunque oggi voglio proprio raccontarvi come funziona il colloquio con i genitori, quello che ogni genitore italiano che io conosca teme come la peste, perché, beh, ecco perché è una di quelle cose che penso valga proprio la pena di raccontarvi, vista la sorpresa alla nostra prima volta.
Prima di tutto per il colloquio ci si prepara. Circa una settimana prima, il Vikingo è tornato a casa con un foglio di domande a cui rispondere in preparazione per il colloquio. Le domande erano di vari gruppi. Alcune riguardavano lui, tipo come si trova a scuola, se gli piace, se si diverte, se trova difficili le materie di studio, se trova difficili i compiti a casa, eccetera. Poi c’erano le domande sull’atmosfera in classe, se c’è confusione, se riesce a concentrarsi, se i suoi compagni di classe lo aiutano, e così via. Poi le domande sulla situazione in giardino durante l’intervallo, se si sente solo, con chi gioca, a cosa gioca, se si trova mai in situazioni difficili, e poi ovviamente anche sulla mensa, sulla qualità del cibo, sulla durata del pasto, sull’atmosfera a mensa. Insomma una panoramica generale sulla sua percezione della vita a scuola, e non solo dello studio. Io e il VIkingo ci siamo messi insieme a leggere le domande e già grazie a questo semplice esercizio ho avuto molte informazioni dirette su come se la vive e come funzionano le cose lì.
Poi è arrivato il giorno del colloquio. E qui abbiamo scoperto una cosa importante.

Il colloquio, della durata di una mezzora circa, che però per noi si è prolungato un po’, non è tra maestre e genitori, è tra la maestra e l’alunno, che essendo minorenne avviene in presenza dei genitori.
La maestra ha letto le risposte del Vikingo e ha discusso con lui ogni singolo punto. Ha mostrato interesse in ogni cosa che lui dicesse, soffermandosi maggiormente sui punti critici.
Non c’è mai stato in nessun momento un rimprovero nei suoi confronti, o un invito ad impegnarsi di più. C’è stata molta empatia, e molta voglia di capire le sue difficoltà per porre rimedio. Ma anche moltissimo incoraggiamento per tutto ciò che riesce a fare bene, e tutti i progressi fatti.
La maestra ha mantenuto tutto il tempo il dialogo con lui, e praticamente mai direttamente con noi, se non per chiarire qualche riferimento specifico a una attività di cui noi non eravamo a conoscenza. Sembrava quasi di essere di troppo.
Ovviamente questa è una esperienza con una insegnante, in una scuola specifica, in quel di Stoccolma, e quindi non vorrei generalizzare troppo, anche se ho parlato con altri genitori e sembra che questo sia più o meno per tutti il modo comune di procedere.
Il rapporto è tra l’insegnante e il bambino, e così facendo si dà al bambino stesso la responsabilità del suo andare bene o male a scuola.

Alla fine del colloquio maestra e allievo, discutono gli obiettivi da raggiungere nei prossimi mesi, e la strategia da adottare per raggiungerli.
E qui viene il bello, perché gli obiettivi sono individuali, non di classe.
Se un bambino ha difficoltà nella lettura il suo obiettivo sarà basato su questo, ad esempio dovrà leggere un po’ ogni giorno con lo scopo di arrivare dopo 2 mesi a riuscire a leggere un libricino di 10 pagine.
Se un bambino sa leggere bene ma ha problemi con la matematica, l’obbiettivo verrà fissato di conseguenza.
Le implicazioni di questo sistema sono incredibili.
- Il bambino non subisce confronti con il resto della classe ma impara a guardare ai suoi progressi personali e ai suoi obiettivi personali.
- Il bambino non si sente meno bravo perché qualcun altro fa qualcosa meglio di lui, perché impara sin dall’inizio che ognuno è bravo a fare qualcosa di diverso.
- Il genitore non si sente mai accusato di come va il figlio a scuola, o di come si comporta in classe. Quella resta una faccenda tra insegnante e alunno.
- Il bambino viene responsabilizzato rispetto ai suoi studi, ai suoi progressi, e al suo comportamento in classe e con i compagni.
Poi è chiaro che il genitore ha comunque il suo ruolo di controllo e guida, e soprattutto è utile essere presenti al colloquio per portare avanti la collaborazione con la scuola in modo efficiente.
Io finora non ho visto fattori negativi con questo sistema, se non una certa irrequietezza nostra, di genitori, che un po’ per il nostro background culturale, un po’ per l’ansia che ci contraddistingue, ricercheremmo volentieri il confronto con gli altri per avere una misura del livello di preparazione di nostro figlio. Però stiamo imparando a rilassarci, e a goderci questo sistema che ha i suoi vantaggi. E infatti quello che solo qualche mese fa ci impensieriva, si è risolto da solo nel giro di pochissimo tempo, grazie al fatto di rispettare i suoi tempi personali di sviluppo e di apprendimento, incoraggiando semplicemente la sua naturale curiosità. Voi che dite, vi piacerebbe che il colloquio con gli insegnanti si svolgesse in questa maniera?"