giovedì 6 giugno 2013

DISLESSIA: Cosa possiamo fare noi del Comitato?


Nell'ultimo incontro al Comitato genitori si è parlato di DISLESSIA, di seguito una piccola analisi del disturbo e poi una lettera di una mamma che fa parte del comitato, che ha voluto condividere la sua esperienza.
La domanda a cui crecheremo di rispondere anche nei prossimi incontri; Noi cosa possiamo fare?

Che cos'è la dislessia:

La Dislessia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA). Con questo termine ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.

La principale caratteristica di questa categoria è le sue specificità, ovvero il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Ciò significa che per avere una diagnosi di dislessia, il bambino NON deve presentare: deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici. 

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico.
Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Ssecondaria di primo grado). La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La dislessa si presenta in quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbidità); questo fatto determina la marcata eterogeneità dei profili e l'espressività con cui i DSA si manifestano, e che comporta significative ricadute sulle indagini diagnostiche. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura: disortografia (cioè una difficoltà di tipo ortografico, nel 60% dei casi) e disgrafia (difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura, cioè una cattiva resa formale, nel 43% dei casi), nel calcolo (44% dei casi) e, talvolta, anche in altre attività mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e,di solito,vivaci e creativi.



 L'Esperienza di una Mamma.


"Desidero  raccontare  la mia esperienza di mamma di una ragazza dislessica. 
 Rossella ha 14 anni e una forma di dislessia lieve, ora completamente compensata.  Mi resi subito conto , fin dal primo anno della primaria, che Rossella aveva qualche problema. La paragonavo al fratello maggiore di due anni  e notavo che aveva una lettura un po’ stentata,  confondeva la “F” con la “V”, la “M”  con la “N” , la “C”  con la “G”.  Durante  i  colloqui con le insegnanti  venivo sempre rassicurata che non c’era alcun tipo di problema, Rossella era   perfettamente  in linea con l’andamento della classe; anzi il problema ero io con tutte le mie ansie e le mie preoccupazioni  inutili.  Al termine di  ogni colloquio ero più serena e sollevata, ringraziavo le insegnanti ed ero  fiduciosa che tutto si sarebbe sistemato. Ma purtroppo non era così. Alla fine del primo anno, senza consultare le insegnanti,  presi contatto con una logopedista e Rossella fece una serie di test e iniziò un breve percorso di logopedia che non portò a nessun miglioramento; infatti durante il secondo anno i problemi legati alla lettura e alla sostituzione di lettere non erano affatto migliorati.  A metà anno della seconda primaria Rosella fece altri test presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone ma non risultò nessun problema legato alla dislessia, solo una profonda timidezza e insicurezza. Anche quella volta il sollievo durò poco perché gli errori di sostituzione  di alcune lettere e la lettura incerta erano sempre presenti e assolutamente evidenti. Solo a metà anno della terza primaria decisi di rivolgermi all’Ospedale San Paolo e di far testare Rossella dall’equipe del Prof. Profumo. La diagnosi fu di dislessia lieve. Iniziammo un ciclo di trattamento per la velocità e la correttezza di lettura con un programma specifico  svolto a casa.  I progressi furono evidenti, Rossella migliorò molto sia nella lettura sia nell’ortografia; il test eseguito l’anno successivo riportò una parziale compensazione del disturbo. Effettuammo un altro percorso logopedico che portò a un ulteriore miglioramento. 
La pregressa dislessia appare oggi compensata , i due cicli di potenziamento della lettura effettuati hanno sicuramente  contribuito al miglioramento e alla completa compensazione del  disturbo. Oggi Rossella è una ragazza serena che ha  piena coscienza delle sue potenzialità ma anche delle sue piccole difficoltà, è molto determinata e sa che solo lavorando sodo può migliorare e ottenere dei buoni  risultati.  A settembre inizierà il Liceo Artistico, Rossella è molto brava sia nel disegno tecnico sia in quello libero; certo non ha potuto scegliere un liceo classico o linguistico perché lo studio delle lingue straniere è sempre molto difficoltoso per un dislessico. 
Quella di Rossella è una storia a lieto fine ma  purtroppo non è sempre così.  Vi sono molte storie dolorose che parlano di bambini e di diritti negati, bambini ai quali viene negata la possibilità di conoscere ed essere valutati con giustizia su ciò che hanno  appreso. La dislessia può essere motivo di immensa sofferenza, di rinuncia ad esprimere se stessi;  per questo bisogna cambiare la cultura della scuola dove non sono previste  modalità diverse di apprendimento, bisogna cambiare perché negare la conoscenza a un bambino dotato di normale intelligenza è un crimine contro l’umanità,  perché l’intelligenza ha mille canali per esprimersi e non si deve chiederle la porta. "

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