lunedì 29 febbraio 2016

Il regolamento gite, qualche spunto di riflessione

Durante scorso CdI, è stato rivisto il regolamento gite. 

Non voglio ora dilungarmi sulle singole variazioni (possibilità di gite di più giorni dalla 1’ elementare e non più dalla 3, tetto giornaliero allargato da 30 a 50 euro, tetto annuale allargato da 200 a 250 con un’unica possibilità di sforamento del 20%-300 euro), che porterebbero alla solita annosa discussione su favorevoli o contrari e che comunque il nostro CDI ha legittimamente la facoltà di manovrare. 

Mi preme invece soffermarmi sulla linea generale tenuta dal consiglio e in particolar modo dalla componente genitori che ci rappresenta. 

Perché sono state fatte determinate scelte e come queste scelte sono state condivise? 

Cominciamo dai PERCHE’

I nostri rappresentanti genitori credono giustamente nel valore didattico dei viaggi d’istruzione lo hanno ripetuto più volte in sede di Consiglio, e non voglio su questo contraddirli.

Mi chiedo però come avrebbero potuto “rafforzare” questo principio? Dando ai docenti piena libertà di fare proposte non vincolate da tetti restrittivi, come è stato fatto? o garantendo al maggior numero di famiglie  di accedere alle proposte senza difficoltà? Probabilmente la seconda, soprattutto in qualità di rappresentanti dei genitori, ma non mi sembra che l’abbiano fatto.

E ancora, pur volendo anche pensare che l’ approccio “limiti larghissimi” possa avere una sua ragionevolezza nel permettere ai docenti di fare le proposte migliori ai nostri ragazzi, perché non cercare di bilanciare l’impegno ecomonico preso dalle famiglie chiedendo ai docenti che a tutte le classi vengano fatte proposte di gite almeno omogenee? E’ infatti innegabile che in base al gruppo docenti, e soltanto alla loro propensione, ci sono classi a cui vengono proposte più gite di altre, classi che fanno gite con pernottamento (anche più di una nel ciclo) altre a cui proprio non vengono proposte.

Certo, esiste la libertà di insegnamento e guai a toccarla, peccato però che sembra valere solo in un senso. Comincio addirittura a pensare che neppure tra i docenti sia così certo il valore didattico delle gite, ma è solo un dubbio e lo lasciamo da parte. 

E ora passiamo al COME
I nostri rappresentanti hanno derogato alle famiglie l’onere dell’autorizzazione alla deroga sui tetti.
Perché allora non hanno fatto un sondaggio preliminare per capire su quali limiti (minimi o massimi che siano) la maggioranza delle famiglie si sarebbe trovata a suo agio? Uno potrebbe pensare che non vi sia differenza, e invece la differenza sta nel fondamento: nel caso del sondaggio diffuso, la base a cui fare riferimento sarebbe stata molto ampia e tra l’altro anonima, nel caso della discussione in classe la base di riferimento si restringe enormemente e si perde l’anonimato (unica garanzia di assenza di costrizioni).

E ancora, cosa pensano di questo approccio i rappresentanti di classe che di fatto si troveranno a gestire l’asta delle singole classi? Qualcuno dei rappresentanti in CDI glielo ha chiesto?

Ed infine ma non meno importante, cosa pensiamo noi genitori delle probabili disparità che si creeranno tra le classi: già perché ora oltre alle differenze che già si palesano: tra chi vuole e non vuole partecipare ad una gita, tra docenti che le propongono e docenti che non le propongono, tra chi ci crede e chi non ci crede, avremo anche differenze tra chi potrà permettersele e chi no, tra chi penserà che la spesa valga la pena e chi no.

Esistono poi i “fondi di solidarietà” tra l’altro tutti da chiarire, ma esiste anche un articolo della nostra costituzione (il 34) che recita: “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.

Chissà perché qualcuno tra i Padri Costituenti ha pensato che fosse importante specificare la gratuità, forse perché solo la gratuità garantisce la piena attuazione di un diritto come quello all’istruzione?

A voi la riflessione.

Sherazade Murray di Molfetta

8 commenti:

  1. Il precedente regolamento gite fu scritto tenendo conto dei risultati emersi da un sondaggio. Un ampissima maggioranza dei genitori si espresse chiaramente in modo contrario alle novità introdotte nel nuovo regolamento. Quale criterio ha determinato le decisioni prese? Si è tenuto conto della volontà della maggioranza dei genitori? Perché non si è rifatto il sondaggio? Sarebbe positivo se si aprisse uno spazio per discutere di queste perplessità. Roberto Roncoroni

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  2. Buon giorno a tutti,
    riporto la mia conversazione con il cg avvenuta fra il 2 e il 4 febbraio:

    "Cari genitori,

    Durante l’ultima riunione del Consiglio di Istituto, la Preside ha richiesto di modificare l'attuale regolamento riguardante i viaggi e le visite di istruzione (si legga il regolamento al seguente link:http://www.istitutocomprensivodiassago.gov.it/sites/default/files/RegolamentoGite_2013.pdf


    Letto, interessante, le modifiche che intende apportare la nostra Signora Preside devono essere deliberate in consiglio? Ci sarà un sondaggio a votazioni dei genitori o sarà di pertinenza dell'Isituto vagliarle?

    Sono favorevole ai cambiamenti,ma per quanto riguarda il criterio del fondo mi appellerei alle risorse stanziate dall'Istituto e dal comune, senza chiedere ulteriormente i costi volontari a favore del fondo di solidarietà alle famiglie, credo sia realizzabile l'idea che tutti i bambini vadano in gita per garantire loro uno svago in materia d'istruzione, ritengo che facendo meno spreco di ciò che si ha si possa preservare una quota a fondo solidale.

    Attualmente alcune classi hanno aderito al progetto emesso da Henkel per la salvaguardia del pianeta, e i rapporti con la flora e la fauna dell'ecosistema, stanno trattando quindi anche tante parole vicine all'argomento, parole come : spreco, buono, aiuto, benessere, pulito, ordinato, insieme, unione, dolcezza, amicizia, per tale ragione reputo possibile che ci si renda più sensibili e si accolga questa volontà.

    E' per il bene comune e per una scuola che a mio parere darà più valore e una morale ai diritti.




    Grazie per la vs segnalazione e grazie alla Signora Preside che ha a cuore anche certi aspetti


    Ciao Sonia,

    grazie per la tua precisazione, avevo interpretato come richiedente ai cambiamenti la Preside.

    Farò il possibile per esserci.

    Si potrebbe poi considerare di valutare la possibilità di avere un aula ( spazio libero ) per i bambini che sostano in attesa che i genitori svolgano i colloqui o ritirano le pagelle etc etc? Prima stavano in salone poi in classe in un secondo momento per questioni di sicurezza e assicurazione c'è stato il divieto ma per molti è un disagio non poter accedere a scuola con i propri figli...

    ---------------------
    è un'ottima idea, ne possiamo parlare durante il questionario e metterlo tra le proposte.
    Grazie

    Ritengo che sia doveroso condividere e approfondire senza fretta ogni dinamica variabile, mi vine in mente l'esempio più banale "un condominio" dove ognuno di noi ha dei millesimi di proprietà, attribuendo un valore inestimabile trattandosi dei nostri figli e di chi insieme per la loro crescita. C'è differenza tra essere nella condizione di scegliere e ad ora solo di esaminare a conti fatti e di poterci riflettere ; allora mi permetto di agganciarmi alla fonte d'informazione e di riflessione della Signora Murray di Molfetta e colgo l'occasione per ringraziarla.


    grazie e buona giornata



    Antonella Sergio

    Quello che hai letto Antonella è quello che i rappresentanti genitori del cdi intendono proporre alla preside durante il prossimo cdi, non faranno sondaggio.


    Il 16 febbraio ci sarà prossimo comitato genitori dove parleremo e ci divideremo in gruppi per creare un questionario. Spero ci sarai.

    Grazie




    Sonia


    REGOLAMENTO D’ISTITUTO Viaggi e visite d’Istruzione

    www.istitutocomprensivodiassago.gov.it

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  3. Noi del CdI genitori ringraziamo la signora Murray per l'egregio lavoro svolto nel precedente mandato.
    In merito alle critiche sulla revisione del regolamento gite ci teniamo però a comunicare le seguenti precisazioni.

    1.Evidentemente chi scrive non era presente alla seduta del consiglio oppure possiamo solo ipotizzare che ci sia stato un ampio momento di distrazione quando tutta la componente genitori ha notevolmente insistito affinché l’accesso al fondo di solidarietà fosse garantito, facilitato e divulgato il più possibile proprio con lo stesso spirito e perseguendo gli stessi principi esposti nella lettera.

    2.Riguardo alla richiesta di “bilanciare l'impegno economico delle famiglie chiedendo ai docenti che a tutte le classi vengano fatte proposte di gite almeno omogenee", ci chiediamo di fatto cosa voglia dire una proposta del genere, se non, come avvenuto nel triennio precedente, avere come conseguenza quella di tarpare le ali alle insegnanti più attive in questo tipo di iniziative. Ci sembra infatti, che questa politica del “tutti o nessuno” abbia avuto come unica conseguenza quella di un livellamento verso il basso nella quantità e qualità delle proposte fatte da tutte le classi. Il nostro intento, invece era quello di consentire ai docenti di esprimere con maggiore libertà le loro proposte avendo come elemento calmierante i genitori stessi, nel rispetto tuttavia di quegli insegnanti che per carattere, impegni familiari o altro non se la sentono di aderire a determinate iniziative.

    3.La volontà di non fare un sondaggio parte dal fatto che quello proposto ormai tre anni orsono è stato un vero disastro, perché la sua formulazione, a volte capziosa, ha fatto derivare delle conseguenze sulle scelte del nostro istituto che molti nel rispondere alle domande stesse mai avrebbero immaginato. Abbiamo preferito, pertanto, non cadere nello stesso errore.
    Inoltre vorremmo ricordare che ai tempi il sondaggio sui tetti di spesa per le gite non fu una scelta di metodo ma un ripiego dovuto al fatto che all’interno del consiglio di Istituto la commissione designata a rivedere il regolamento non era riuscita a trovare un accordo.

    4.I rappresentanti di classe non ci risulta avranno alcun onere aggiunto, perché sarà la classe nel suo completo a dare un giudizio sull’opportunità di aderire o meno all’iniziativa, rispondendo in un senso o nell’altro alla richiesta di adesione che, come da prassi, viene inviata a ciascuna famiglia.

    5.Nel non fare nulla non si verificano disparità, ma …. Non si fa nulla!!!! Perché invece non decidiamo di correre il rischio di rieducare i genitori, i docenti e gli alunni al valore educativo, culturale e sociale delle gite di istruzione???!!! Noi infatti crediamo che andando in questa direzione di anno in anno potrebbero aumentare le adesioni, sia da parte dei docenti che da parte dei genitori. Le disparità ci saranno comunque, ma irreggimentare il processo impoverisce la scuola, non la arricchisce di certo.

    6.Nel ribadire che durante la scorsa seduta del consiglio tanta energia si è spesa proprio per cercare di rendere queste offerte formative accessibili a tutti, forse è lecito riproporre la domanda scritta ma non posta all’inizio di questa lettera: pensiamo che i viaggi di istruzione siano una risorsa oppure un limite? Noi abbiamo risposto, non solo in base alle nostre convinzioni, ma soprattutto abbiamo cercato di dare una risposta guardandoci intorno e cercando di far sì che l’iscrizione alla scuola di Assago offrisse ai propri studenti opportunità almeno pari a quelle del circondario.

    Proprio perché crediamo nella scuola pubblica in generale e nella Nostra Scuola in particolare pensiamo di aver fatto del nostro meglio introducendo le varie modifiche.

    Infine, cercheremo di tenere monitorata la situazione, sia nel costante impegno di garantire a tutti l’accesso alle gite sia per evitare un’eccessiva sperequazione nella approvazione del piano gite annuale di tutte le classi.

    Il Consiglio di Istituto “Genitori“

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    1. Buongiorno
      Provo a rispondere ai punti 1 e 3 del commento precedente in quanto tutti gli altri ritengo siano punti di principio che ci porterebbero a filosofeggiare su 2 visioni di scuola pubblica differenti con posizioni inconciliabili da entrambe le parti. Da una parte chi pensa che le uguali opportunità siano un principio irrinunciabile su cui non si può derogare, dall’altra, se ho capito bene, chi pensa che la libertà sia gestibile autonomamente.
      Considero entrambi le visioni legittime e rispettabili.

      Punto 1 – Ero presente all’assembla, ma non sono riuscito a cogliere quali sono le garanzie ricevute dai genitori per l'accesso al fondo di solidarietà, quali facilitazioni hanno ottenuto e quale metodo di divulgazione efficiente siete riusciti a strappare con tanta insistenza? Potete spiegare meglio nel dettaglio?

      Ero molto attento e ricordo chiaramente la Preside affermare che nell’ultimo anno le richieste per l’accesso al fondo sono praticamente raddoppiate nonostante i tetti di spesa “bassi”.
      Da quale tipo di finanziamento pensate di attingere, se come logica vuole con i tetti più alti è probabile una ancor maggiore richiesta? Pensate che siano sufficienti?

      Punto 3 – In merito all’accusa di formulazione capziosa delle domande del sondaggio, consiglio di rivolgervi ai docenti che le hanno formulate. Insegnanti che per la loro storia e tradizione si sono spesi sempre in favore delle gite e che in 3 anni di collaborazione ho imparato a stimare per preparazione e professionalità. Sono certo che l’occasione non vi mancherà visto che sono sedute in consiglio insieme a voi.

      In quanto all’accusa di disastro del sondaggio, consiglio la lettura del verbale del Consiglio di Istituto del 25 settembre 2014 (pubblicato sul sito della scuola e accessibile a tutti) dove il consiglio votò un nuovo sondaggio per modificare i tetti di spesa con 13 voti a favore e 5 contrari. Quasi tutto il corpo docente votò a favore.
      Tra l’altro, nello stesso verbale troverete la posizione di apertura dei genitori alla richiesta di modifica dei tetti di spesa. Unica condizione: rifare il sondaggio.

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    2. In quanto alla ”scelta di metodo” ricordo brevemente le fasi che hanno portato agli ultimi due cambiamenti del regolamento gite, e cioè quelli del 2013 e 2016:

      Metodo utilizzato per modificare il regolamento gite nel 2013:

      - I genitori del CDI portarono la loro proposta di modifica del regolamento gite in Comitato Genitori (organo istituzionale rappresentativo dei genitori). Fu discussa, votata e approvata come da statuto con i 3 / 4 dei voti favorevoli una proposta differente da quella presentata;

      - I rappresentanti in cdi presero atto del dissenso e presentarono la proposta votata in commissione;

      - Fu eseguita una raccolta di circa 120 firme contrarie a quanto votato in Comitato Genitori e fu consegnata in cdi;

      - In considerazione delle firme raccolte, si decise di approvare le gite con il vecchio regolamento e di affrontare con tutta calma il problema e risolverlo per l’anno successivo;

      - Non trovando l’accordo in commissione si decise di eseguire il sondaggio;

      - Il sondaggio diede risultati ancora diversi da quelli votati in CG, eppure nessuno fece appello al diritto elettivo, all’autonomia di scelta, ecc.… Semplicemente ci si adeguò a quanto deciso dalla maggioranza dei genitori che avevano tutti i diritti di esprimersi su propri limiti di spesa.

      In totale i rappresentanti si adattarono per ben due volte alle decisioni volute dalla maggioranza dei genitori e alcuni di loro le difesero allora e continuano a difenderle oggi.

      Metodo utilizzato per modificare il regolamento gite nel 2016:

      - I genitori del CDI portano la loro proposta di modifica del regolamento gite in Comitato Genitori e nonostante la vivacissima discussione manifestano il loro rifiuto a votare la proposta;

      - I genitori del CDI rifiutano di rifare il sondaggio com’era richiesto da più parti;

      in sostanza non è emersa in nessuna circostanza l’intenzione di considerare le opinioni espresse pubblicamente dai genitori (né in CG e neppure nel sondaggio).

      Due metodi entrambi legittimi. Il lettore deciderà quali dei due aderisce meglio alla sua concezione di rappresentanza e partecipazione.

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    3. Infine vorrei commentare la vostra seguente frase riferita al sondaggio: “ha fatto derivare delle conseguenze sulle scelte del nostro istituto che molti nel rispondere alle domande stesse mai avrebbero immaginato”.

      Immagino che per affermare quel “molti” così impegnativo avete qualcosa di documentato e quantificabile?

      Perché io, i “molti” che mi stanno a cuore, li posso certamente documentare e quantificare, infatti:

      - molti sono stati i genitori che hanno aderito al sondaggio che ha restituito 677 schede (affluenza stimabile almeno all’ 80 / 90% delle famiglie);

      - molti sono stati i genitori che si sono dichiarati contrari alle gite con pernottamento per le prime elementari, esattamente 544 cioè l’ 81%, tra l’altro anche la Preside che ha affermato chiaramente nell’ultimo cdi: “io sono contraria perché in prima li ritengo troppo piccoli”;

      - molti sono stati i genitori che si sono dichiarati contrari al tetto di spesa giornaliero di 50 euro, esattamente 594 cioè l’ 87%;

      - molti sono stati i genitori che si sono dichiarati contrari al tetto di spesa annuale di 300 euro (250+20%), esattamente 508 cioè il 75% (tra l’altro anche i docenti come testimonia la frase di un docente nell’ultimo cdi: “mi sembra che 250 euro per una scuola pubblica siano una cifra più che sufficiente”);

      Riflettendo sulle due affermazioni (ma non le uniche) di Preside e docente si potrebbe pensare che i cambiamenti adottati non siano, come si vuol far credere, il frutto solo di una richiesta da parte della scuola che sicuramente c’è stata, ma di un gruppo di genitori che hanno voluto andare oltre le richieste, per soddisfare certamente le loro motivazioni personali perché quelle dei “molti” sono ancora tutte da dimostrare.

      Io i miei “molti” posso dimostrarli tutti e spero presto di avere il piacere e l’occasione di confrontarmi con voi, sia privatamente che pubblicamente.

      Roberto Roncoroni

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